Ti è mai capitato di scegliere un’app, un software o persino un e-commerce non perché fosse tecnicamente superiore al concorrente, ma semplicemente perché ti piaceva di più usarlo? Perché ti faceva sentire a tuo agio, o magari ti dava l'impressione di essere più efficiente? Se la risposta è sì, non sei solo/a. È successo a tutti noi.
In Samnite, quando lavoriamo ai progetti di Grafica & Media Design, ci scontriamo spesso con un vecchio pregiudizio: l'idea che il design sia solo la "cornice" del quadro. La verità, che a volte per chi ha a che fare con i numeri è difficile da digerire, è un'altra: nel mondo digitale la funzionalità è il biglietto d'ingresso, ma è l'emozione che chiude la vendita.
Oggi vorremmo riflettere con te su come il design "che funziona" si stia evolvendo grazie all'Intelligenza Artificiale, e perché ignorare l'estetica sia un errore strategico costoso.
Oltre il "bello": l'estetica come forma di garanzia
Togliamoci subito un dubbio. Quando parliamo di Emotional Design nello UX/UI (User Experience e User Interface), non stiamo parlando di fare siti web "carini" o di aggiungere decorazioni superflue. Stiamo parlando di costruire fiducia.
Il cervello umano è una macchina incredibile che impiega circa 50 millisecondi per farsi una prima impressione di un'interfaccia digitale. In quella frazione di secondo, molto prima che l'utente legga una sola parola dell’offerta che gli si propone, un design curato e pulito comunica un messaggio potentissimo: "Questa azienda cura i dettagli. Se cura i dettagli del suo sito, si prenderà cura anche di me come cliente".
Al contrario, un'interfaccia frustrante, datata o caotica genera un'immediata sensazione di insicurezza. Non importa quanto sia valido il tuo prodotto: se l'esperienza digitale per arrivarci è negativa, l'utente assocerà inevitabilmente quella negatività al tuo brand. L'estetica, in questo senso, diventa pura funzione, perché influenza direttamente la percezione dell'usabilità e la propensione all'acquisto.


















