Quante schede hai aperte nel tuo browser in questo preciso momento? Se sei come la media dei professionisti con cui parliamo ogni giorno, probabilmente troppe. C'è la mail, quel gestionale che non chiudi mai, tre articoli che ti sei ripromesso di leggere "dopo", e una decina di risultati di ricerca che non hai ancora avuto tempo di filtrare.
La navigazione web, per anni, è rimasta sostanzialmente identica: digitiamo una parola chiave, otteniamo una lista di link blu, clicchiamo, leggiamo, torniamo indietro e ripetiamo. È un processo manuale, dispendioso e spesso frustrante. Ma proprio sotto i nostri occhi, o meglio, sotto i nostri polpastrelli, sta avvenendo una rivoluzione silenziosa che sposta l'Intelligenza Artificiale dai server remoti direttamente dentro la nostra finestra sul mondo: il browser.
Da finestra passiva a copilota attivo
Fino a ieri il browser era solo una cornice trasparente, un mezzo neutrale per vedere i siti web. Oggi, grazie all'integrazione di motori AI sempre più potenti (pensiamo a cosa sta facendo Microsoft con Copilot in Edge, o alle nuove funzionalità di Chrome e ai browser nativi AI come Arc), il browser sta diventando un assistente proattivo.
Il cambiamento è sottile ma fondamentale: non stiamo più cercando link, stiamo cercando risposte. Immagina di dover fare una ricerca sui competitor per un nuovo progetto. Invece di aprire venti siti diversi, puoi chiedere al browser di "leggere" quei siti per te e creare una tabella comparativa direttamente in una barra laterale. O ancora, immagina di atterrare su un articolo tecnico lunghissimo e poter chiedere al browser di riassumere i punti chiave in tre frasi, o di evidenziare solo le parti che riguardano il tuo settore specifico.





















