Siamo alla fine dell'anno e, guardandoci indietro, sembra che l'Intelligenza Artificiale sia apparsa nelle nostre vite all'improvviso, come un fulmine a ciel sereno. Un giorno scrivevamo le email da soli, il giorno dopo avevamo un assistente virtuale pronto a farlo per noi.
Ma chi lavora con le tecnologie e coltiva solide competenze informatiche sa bene che la realtà è molto diversa. Quello che oggi chiamiamo "rivoluzione" è in realtà il frutto di un percorso lento, silenzioso e affascinante, durato oltre settant'anni.>
In Samnite crediamo che conoscere questa storia non sia solo cultura generale, ma un vantaggio competitivo. Perché solo capendo da dove arriva questa tecnologia, possiamo intuire dove ci porterà (e non farci trovare impreparati).
Non è magia, è maturazione
Spesso dimentichiamo che il termine "Intelligenza Artificiale" è stato coniato a metà degli anni '50. Per decenni, scienziati e visionari hanno sognato macchine capaci di pensare, scontrandosi però con un limite invalicabile: la potenza di calcolo. Abbiamo vissuto quelli che in gergo si chiamano "inverni dell'AI", periodi in cui le promesse sembravano non realizzarsi mai e gli investimenti crollavano.
Cosa è cambiato, quindi, negli ultimi anni? Non è cambiata la magia, sono cambiati i muscoli. L'esplosione dei dati (i Big Data) e la capacità dei moderni processori di analizzarli hanno finalmente permesso alle reti neurali di "fiorire". Siamo passati da sistemi che eseguivano rigide istruzioni ("se succede A, fai B") a sistemi che imparano dagli esempi.
È questa la vera ascesa: il passaggio dalla programmazione all'apprendimento.





















